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by Diddio

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4Weed

Settembre 2020

SCHEDA ANAGRAFICA

Lion Warriah classe ‘83 nato a San Felice a Cancello.

INFLUENZE MUSICALI

Artisti: King Tubby, Prince Far I, YT, Rider Shafique, Murray Man, Disciples, Vibronics, Black Roots, Jah Shaka, Tippa Irie, Ranking Joe, Dennis Brown, Gregory Isaacs e tantissimi altri.
Generi: Reggae, Dub, Dnb, Hip Hop, Dubstep, Elettronica, Grime.

STORIA DELLA LABEL

4Weed nasce nel 2012 come netlabel. Dal 2014 ad oggi ci siamo dedicati alla produzione su vinile, cd e digitale di musica e artisti italiani e internazionali, affermati ed emergenti, lavorando sempre con un team di artisti in-label con cui coordiniamo tutto il lavoro. Organizziamo regolarmente eventi in cui spingiamo e promuoviamo la cultura del sound system e della bass music. Abbiamo realizzato dei documentari e videoclip con la preziosa collaborazione di Alex Caroppi. Supportiamo diverse realtà nella nascita o crescita dei rispettivi progetti indipendenti musicali e non. Ci occupiamo di promozione musicale, quest’ultimo aspetto è curato per noi da Subaddict. Nelle nostre possibilità cerchiamo di supportare progetti sociali, radio e realtà indipendenti, perché a nostro avviso è importante che il circuito ‘underground’ (non solo musicale) abbia una propria rete di supporto indipendente, termine a cui teniamo tanto. Il DIY, la cura dei dettagli, lo sviluppo di concept solidi e la sperimentazione sono delle linee guida imprescindibili nella realizzazione di ogni progetto 4Weed Records.

ABOUT YOUR ROOTS


Come e perché ti sei affacciato al mondo della musica?

La provincia, la voglia di evadere, una storia particolare di cinque amici che amavano il reggae in posti in cui probabilmente neanche Bob Marley era conosciuto, o quanto meno da poche persone. La strada, i freestyle infiniti nelle compagnie (ballotte) enormi, il basso come primo amore e una cassettina di Don Carlos. Ho fatto parte di due band live (La’Broster e Ital Good Vibration), un live set (Pressure Dub Sound), di un sound system (Roots Evolution) e della formazione iniziale Sativa Dub Station, che ho fondato e che ancora oggi porto avanti con orgoglio. Ho cantato su infiniti sound e altri live set e per questo ringrazio la musica che mi ha fatto conoscere moltissime persone differenti tra loro, visitare luoghi diversi e crescere umanamente. Lei c’è sempre stata quando sembrava non esserci null’altro.

Esiste un ricordo particolare?

Uno in particolare no, però esistono mille ricordi. Dalla ricerca della musica tramite gli amici senegalesi e le loro vhs con i live dei singers bobo ashanti giamaicani (l’adsl non c’era), i dvd carichi di musica di un cugino di Isla da Ferrara, i 7” da One Love e i dischi comprati a Napoli dove ogni tanto spuntava qualche LP di Augustus Pablo o Prince Far I, le battle di freestyle in napoletano agli esordi, il microfono passatomi da Moddi mc alla mia primissima ‘mpunnata’ al Tempo Rosso di Pignataro, la divisione tra sound dancehall bash e roots dub, i sound system, le trasferte a Roma e poi in tutta Italia, i sorrisi e gli abbracci, le tantissime albe, la stanchezza e la sensazione di stare bene, ricerche, ricerche, ricerche, lo studio, le macchine, gli effetti, il sound in traghetto da Napoli alla Sicilia con Ldm per il Manuel Dub, la prima volta nello studio di Russ D, le session organizzate con tanta fatica ma tanta soddisfazione, la prima volta di tanti nostri ospiti in Italia o a Napoli, un 31 dicembre da giù a Bergamo capodanno in treno per una session con Dread Lion, una 36 ore con Imperial da Feltre a Frosinone e ritorno il giorno dopo (già arrivavo da Torino), il Rototom, il Dubquake, al Carnival con la Never Get Burn crew a cantare sul sound di Jah Observer davanti a un’orda di persone, restare bloccati in un montacarichi pieno di casse nell’estrema periferia di Londra alle 4 di notte e sentire “no problem, jus’ roll up a spliff” anche se c’erano si e no altre due boccate d’aria a testa, la prima volta della musica dub in un centro sociale strettamente hardcore con Dublackout, mi fermo potrei continuare per giorni…

Don Carlos – Rootsman Party

ABOUT REGGAE


Quale significato ha per te?

Per quanto mi riguarda, il Reggae è tutto. Ma tutto, tutto. Dalla componente strettamente musicale, i ritmi, le percussioni, le melodie, le tecniche di mix, dub al messaggio racchiuso nei testi. Il Reggae mi ha cresciuto, meglio di un’università o una scuola, mi ha educato, ha equilibrato la mia anima quando ero uno youthster, mi ha donato saggezza quando ne avevo bisogno, probabilmente mi ha allontanato da destini che potevano essere totalmente diversi. Il Reggae mi ha fatto scoprire e conoscere la spiritualità, qualcosa che ti fa addentrare in te stesso facendoti riverberare poi verso gli altri positività e propositività. Mi ha insegnato che i problemi degli oppressi e dei poveri sono uguali dappertutto da Kingston a Napoli, da Londra a Kinshasa, ovunque. Per questo è una musica universale.

In che modo influisce nella tua produzione musicale?

Influisce tanto ovviamente e non vedo come potrebbe essere altrimenti 🙂

Black Roots – Juvenile Delinquent

ABOUT THE PLACE YOU LIVE


Quale percezione hai della città dove vivi e in che modo influenza la tua musica?

Io vivo a Torino, la percezione che ho della città varia a seconda degli aspetti che si vogliono analizzare. Restando focalizzati sulla musica, sicuramente, come tutte le grandi città, ha una componente di “metallo”, di “cemento”, di strada di cui non si può non tener conto. Ha un’anima resistente che si esplica anche nel carattere delle persone che incontri, è piena di gente che suona e con cui puoi parlare di musica in ogni ambiente. La musica è un elemento popolare molto forte, non è elitaria, la respiri dappertutto. Torino è completamente diversa dai luoghi in cui sono nato e cresciuto e da Napoli che è l’altra città dove spesso torno e da cui prendo tanta ispirazione. Essendo, però, legato a tante città che ho visitato, luoghi e persone che mi hanno influenzato, ho assorbito tanto e ora sono un mix di quelle esperienze ed è più questo ad ispirarmi (per fare musica) che ciò che vivo all’esterno, che può sicuramente darmi spunti ma non influenzare in toto il mio processo creativo.

Digital Mystikz – Anti War Dub

ABOUT YOUR MUSIC – TODAY & FUTURE


Quali sono i tuoi attuali e/o prossimi progetti musicali?

Con City Lights, il mio ep appena uscito, abbiamo voluto metterci in gioco, sperimentare e come al solito curare i suoni e i dettagli in maniera maniacale. Con Bassliner c’è la voglia di crescere insieme live e in studio alimentando una sinergia che mira alla ricerca di un suono peculiare e che sia in costante evoluzione e sperimentazione. Dal 2015 abbiamo iniziato a lavorare a questo sodalizio e c’è tanta tanta voglia di creare e suonare, con un progetto modulare che possa prevedere l’inserimento ‘facile’ di altri musicisti o singers. Sto chiudendo un ep con i francesi Subvivors che sublima il lavoro di musical residency fatto l’anno scorso a Bordeaux. Sto lavorando a un ep cantato in napoletano con Dubline (Dub All Sense / Mad Old Man) e Gianni Mantice (ex Almamegretta) che mira a riprendere le sonorità classiche del dub mediterraneo attraverso una chiave d’interpretazione nostra, personale e a che breve vi faremo ascoltare. Sono al lavoro su delle mie produzioni su cui ospiterò cantanti e musicisti italiani e internazionali con cui abbiamo condiviso serate o visioni musicali. C’è tanto lavoro che presto vedrà la luce.

The Blaze – Territory

ABOUT YOUR PASSIONS


Oltre alla musica, hai altri particolari interessi o passioni?

Il mio interesse primario? La Cultura. Fondamentalmente sono un divoratore di libri, arte, storia e studi sulle tradizioni e le radici di popoli e culture diverse. Lavoro come copywriter e mi interessa tantissimo la parola, l’uso e la semantica, la comunicazione in tutte le sue forme. Mi piacciono molto i nuovi strumenti digitali quando usati per la crescita della comunità, per facilitare le vite di tutti noi e non per renderci schiavi di altri tools. Credo nel rispetto e preservazione della natura, sono fortemente interessato a tutto ciò che riguarda il miglioramento delle condizioni ambientali. Studiando molte culture, sono anche appassionato allo stile estetico che esse portano e trasmettono. Ovviamente tutto ciò deve trovare spazio nel tempo che dedico alla musica in genere che è davvero tanto 🙂

Easy Star All-Stars – Time

New entry – LA DOMANDA DEL PIRATA

James:

4Weed:

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